Curve di luce di Pianeti Extrasolari

Transito pianeta extrasolare e relativa curva di luce (credit Nasa Amex)
"...Dio è glorificato non in uno ma in innumerevoli Soli, non in un'unica Terra, ma in un'infinità di mondi..” (Giordano Bruno 1548-1600), ma gia' prima di Giordano Bruno, il grande filosofo Epicuro (341-270 a.C.) cosi si esprimeva “...Vi sono infiniti mondi, sia simili che differenti dal nostro. Poiché gli atomi sono infiniti in numero …non vi è ostacolo all’esistenza di infiniti mondi...”.
Alla data di questo articolo (marzo 2026) i pianeti extrasolari ufficialmente scoperti, sono 6147 https://exoplanets.nasa.gov/ I principali metodi per la rilevazione di un pianeta extrasolare sono i seguenti (in ordine sul numero di scoperte):
1) Metodo dei transiti: si tratta di verificare il calo di luminosita' della stella (metodo fotometrico), durante il passaggio del pianeta davanti ad essa
2) metodo delle velocita' radiali: stella e pianeta ruotano intorno ad un unico centro di massa, spostandosi a vicenda, l'avvicinamento e allontanamento (radiale) della stella verso l'osservatore (terra) si puo' rilevare spettroscopicamente (effetto doppler) e quindi risalire al pianeta che lo ha provocato
3) metodo delle microlenti gravitazionali: se la stella con pianeta e' prospetticamente in linea (rispetto alla terra), con un'altra stella di fondo, nel corso dell’attraversamento di tale visuale, la stella con pianeta agisce da lente gravitazionale su quella di fondo, pertanto la stella di fondo mostrera' una breve intensificazione (picco) di luminosità, sovrapposto al profilo di emissione
4) immagine diretta del pianeta: si cerca l’immagine del pianeta nel campo della stella, ma cio' e' molto difficoltoso, data la grande differenza di luminosita' della stella (che sovrasta e copre quella del pianeta, che e' dovuta dalla riflessione della luce della propria stella), per ovviare a questo, si maschera la luce della stella con un particolare dispositivo chiamato coronografo, al fine di poter scorgere la debolissima luminosita' del pianeta. Dopo aver individuato il potenziale pianeta bisognera' controllare se nel tempo cambia di posizione, rispetto alla stella madre, per non confonderlo con un'eventuale debole stella di fondo cielo, nel programma del Filzi School Observatory si sta studiando la possibilita' di utilizzare questo metodo.
Principali metodi per la soperta di pianeti extrasolari
Sembra impossibile ma il metodo dei transiti e' alla portata anche di un osservatorio amatoriale. Cliccando sul link sottostante si possono visionare tutti i risultati ottenuti dal Filzi School Observatory, pubblicati sul sito Exoclock https://www.exoclock.space/users/my_observations/
Questi studi sono utili per perfezionare i tempi di ingresso e uscita dei pianeti dal passaggio di fronte alla stella madre. Ritardi o anticipi segnalano la presenza, e quindi la scoperta, di altri pianeti facenti parte dello stesso sistema planetario. Inoltre l’attività si inserisce in un contesto collaborativo internazionale che supporta studi sulle atmosfere planetarie e coinvolge missioni spaziali dedicate. I dati ottenuti sono stati analizzati e pubblicati sulla piattaforma ExoClock, contribuendo al miglioramento delle effemeridi dei pianeti extrasolari. Questo database osservativo supporta la missione spaziale ARIEL dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA), dedicata allo studio delle atmosfere dei pianeti extrasolari.
Anche questa attivita' permette agli studenti di partecipare direttamente alla ricerca astronomica, sviluppando competenze scientifiche e contribuendo a osservazioni di valore per la comunità scientifica.
Nella sottopagina, esopianeta KPS-1b , un esempio delle informazioni che si possono ottenere dalla curva di luce di un esopianeta.





